2019 Albino, Italia

Fondazione Honegger

Progettare Casa Honegger significa immaginare la vita di una comunità nei suoi aspetti quotidiani. È quindi nel valore del quotidiano, delle piccole cose, dei dettagli curati che si compie tutto il lavoro svolto. Molto di questo valore passa attraverso la densità e la qualità delle relazioni che si generano proprio nell’ordinarietà della vita quotidiana della casa. Si è fatto di questa idea il punto di partenza della progettazione, immaginando una comunità dinamica e una “casa” che fosse accogliente nei confronti dei residenti, ma anche nei confronti della città, diventando un luogo di incontro tra generazioni, ridefinendo il rapporto con il contesto urbano e aprendo ai cittadini parte dei suoi spazi e potenzialmente parte delle sue attività.

In quest’ottica l’intervento prevede la riorganizzazione e ristrutturazione degli spazi interni, l’ampliamento dell’ala nord-est in un’ottica funzionale e di confort, oltre alla ridefinizione dei fronti, la sistemazione delle aree esterne con il ridisegno delle zone di conversazione e l’introduzione di una terrazza a piano terra sul fronte sud.

Punto cardine del progetto è stato dare vita ad un vero e proprio spazio pubblico all’interno dell’edificio, non solo per le caratteristiche architettoniche ma anche e soprattutto per le attività e le modalità di accesso. L’ingresso dà infatti accesso alla “Piazza Honegger” che è di fatto l’atrio dell’intero complesso. La volontà inoltre di avere interni dinamici, tematizzati e riconfigurabili si è concretizzato nella progettazione di una sala dinamica che definisce il sistema di spazi immaginati per caratterizzare e tematizzare le attività partendo dal presupposto che lo spazio non può definire i comportamenti ma può indurre un atteggiamento di curiosità e di stimolo nei confronti dei fruitori. Nella sua quotidianità, la sala dinamica si articola secondo varie aree funzionali e tematiche che differiscono per attività, potendo variare la sua configurazione per adattarsi a particolari eventi o circostanze. Nella parte più estrema del corpo di fabbrica sono state posizionate delle sale modulari anche utilizzabili come sale per il commiato dotate di servizi e un ingresso indipendente dal giardino esterno.

Crediti:

Architettura: Joseph di Pasquale

Collaboratori: Carlo Caserini, Paola Sacchi, Anna Chistopolova, Paolo Labbadini, Diana Ranghetti, Francesco Pasinetti.

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